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Microzonazione sismica speditiva

Subito dopo le prime forti scosse sismiche della fine di Settembre e dell’Ottobre 1997, in piena fase di emergenza, furono notati danni rilevanti non omogeneamente distribuiti a parità di distanze epicentrali ed a volte indipendenti dalla vulnerabilità degli edifici. In particolare fu notata una accentuazione dei danni sugli edifici dei centri e nuclei posti su placche travertinose, su terreni comprimibili o costituenti corpi di frana e su aree caratterizzate da particolari forme topografiche.

Divenne a quel punto necessario studiare le amplificazioni locali del moto sismico che ebbero prodotto disomogeneità nel danneggiamento.

La microzonazione sismica speditiva, pur riconducendo le situazioni entro classi di amplificazione del segnale sismico predefinite, ha permesso in tempi molto ristretti di avere indicazioni sugli effetti di sito in un vasto territorio e per molte località, come è necessario alle attività di ricostruzione dopo un terremoto distruttivo.

Nell’indagine speditiva le cartografie ottenibili con la raccolta dei dati esistenti e con il rilevamento dei corpi litologici e delle forme topografiche sono correlate con situazioni campione precedentemente analizzate attraverso modelli a cui è stato imposto un moto sismico derivato da un’analisi storica e statistica della pericolosità sismica regionale.

Nella Regione dell’Umbria, oltre al Settore Geologico regionale, hanno partecipato all’operazione il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto Ricerche sul Rischio Sismico di Milano (CNR-IRRS), gli Organi Tecnici dello Stato e in particolare il Servizio Sismico, le Comunità Montane coinvolte, la Regione Emilia Romagna e molti professionisti iscritti all’Ordine regionale dei Geologi. In particolare con l’Ordine Regionale dei Geologi la Giunta Regionale dell’Umbria ha siglato un protocollo d’intesa che ha permesso lo sviluppo dell’attività in maniera intensiva ed efficace.

Il CNR-IRRS e il SSN hanno eseguito le modellazioni sui profili geologici e morfologici delle località campione, fornendo poi i coefficienti di amplificazione delle forze sismiche orizzontali per effetti di sito relativi alle varie situazioni indagate; hanno inoltre fornito una tabella di corrispondenza tra situazioni geomorfologiche tipo e valori del coefficiente di amplificazione in maniera che successivamente si potessero eseguire le correlazioni sui casi analoghi.

E’ stato inoltre prodotto dal CNR, dal SSN e dalle Regioni coinvolte un "Manuale per il rilevamento e l’identificazione delle zone suscettibili di amplificazione o instabilità dinamiche locali" che è stato lo strumento operativo dei geologi rilevatori.

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